Due sorelle e due fratelli, cresciuti in un ambiente familiare che li ha resi partecipi della bellezza della letteratura, presentano in questo volumetto alcune loro composizioni poetiche, diverse, sì, per ispirazione e per tono ma unite da una comune sensibilità e da un comune senso d’introspezione. È un’introspezione che ha, in sé, il potere e la forza di aprirsi al mondo e agli altri, in un dialogo che è, insieme, interiore, soggettivo, e consapevole della necessità (e della fertilità) di uno scambio i cui tratti umani emergono di silloge in silloge, di poesia in poesia, di verso in verso, sino a creare una tela fatta di fili differenti e, al contempo, uniti nello spirito dell’umano e del sentimento.
Stefania, Laura, Luca e Filippo Manini vivono da sempre nei primi Appennini reggiani. Sorelle e fratelli, sono cresciuti, grazie al padre Francesco e alla madre Sara Chiesi, in un clima d’amore per i libri e per la poesia, il che li ha, quasi inevitabilmente, portati a dedicarsi alla scrittura. Questa silloge vuole essere un ricordo per Laura, scomparsa nel 2019.
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