Diario di un critico

Racconti d’arte a Bologna

arte a Bologna nel secondo novecento_coverBologna città colta, città delle arti da secoli, città turrita, medievale, comunale, città dove potete trovare Raffaello, Michelangelo, Vasari, i Caracci, Guido Reni, Morandi solo per citarne alcuni. Ma conoscete l’arte degli ultimi anni? Conoscete artisti come Maurizio Bottarelli, Antonio Mazzotti, Alfonso Frasnedi, Vasco Bendini e Bruno Benuzzi? Se la risposta è negativa dovete assolutamente leggere questo nuovo libro.

Arte a Bologna nel secondo Novecento. L’invenzione infinita, brillante saggio della collana Arte della Casa Editrice Persiani, è stato definito dal suo stesso autore un “diario critico”. Espressione puntuale che ci sentiamo pienamente di condividere in quanto riesce a render bene le due maggiori caratteristiche del testo. Dal primo termine, “diario”, possiamo cogliere il carattere d’intimità che l’autore ha potuto maturare con l’oggetto della sua indagine e la sincera passione che ha guidato sua ricerca; il secondo termine rivela la serietà con cui è stato portato avanti il compito. Saggio quindi sì di carattere scientifico, ma anche squisitamente divulgativo che potrà essere consultato dal lettore curioso alla scoperta di un mondo ancora poco conosciuto.

L’autore, Pasquale Fameli, docente a contratto presso l’Alma Mater Studiorum di Bologna, specializzato in Storia dell’arte contemporanea, nella sua opera offre uno spaccato dell’arte bolognese del secondo Novecento.

Sapientemente divisa in sezioni, l’opera conduce gradualmente i lettori a diversi livelli di conoscenza. Nel primo capitolo “Panoramiche” lo scrittore fornisce una visione d’insieme con una descrizione puntuale e attenta delle maggiori caratteristiche dei diversi movimenti storico artistici che vanno dal superamento dell’Ultimo Naturalismo degli anni Cinquanta fino ai molteplici orientamenti degli anni Novanta.

Tra le pagine si analizzano le pratiche informali, stagione (neo)concreta, la stagione comportamentista e concettuale, Nuovi Nuovi, Enfatismo, Medialismo, ricerca neo-oggettuale e nuove poetiche fotografiche.

Si delineano progressivamente i diversi fattori di sviluppo che nei vari decenni hanno portato la città di Bologna a continuare ad essere una fervida fucina artistica. In questa prima sezione, infatti, si fa particolare riferimento alla peculiarità messa già in risalto nel sottotitolo “L’invenzione infinita” cioè la varietà e la molteplicità di correnti, a volte anche opposte, compresenti in questi anni.

Il saggio, oltre a passare in rassegna le tendenze dominanti e le singole parabole artistiche, non manca di mettere in luce la presenza sul territorio di grandi critici, come Francesco Arcangeli o Renato Barilli tra gli altri, che hanno saputo interpretare l’arte del loro tempo e fungere da “propulsori” organizzando e curando importanti mostre dove gli artisti hanno potuto dialogare tra loro ed entrare in contatto. Emerge inoltre il ruolo di gallerie e di singoli studi cittadini, luoghi di connessioni, teatri di incontri e riflessioni, catalizzatori di linguaggi comuni e di contaminazioni.

Nella sezione dei “Ritratti” l’autore ci impone di entrare più nel dettaglio, di passare dal generale al particolare, di osservare ogni artista più da vicino come si fa appunto con un ritratto. Si indaga la singola poetica artistica, i cambiamenti e gli sviluppi di ogni artista, del suo pensiero e del suo fare creativo.

Il nostro climax conoscitivo si conclude nelle “Istantanee”, dove con piccoli fermo-immagine, l’autore mette a fuoco alcuni dei più recenti esiti di alcuni artisti, a volte già comparsi durante la narrazione, per analizzare una loro particolarità.

Potrete decidere di leggere questo testo dall’inizio alla fine o decidere di preferire prima un ritratto a una panoramica. Si lascia il lettore libero di sperimentare, di zumare avanti e indietro, come si farebbe con una macchina fotografica, con l’avvertimento però che soltanto dopo averlo letto in maniera integrale si approderà a una piena comprensione.

 

Mara Gentile